Scuola di Specializzazione in Psicoterapia

Individuale e di Gruppo

a Orientamento Psicoanalitico e Psicoterapeutico Istituzionale

L’insegnamento freudiano ispira il Progetto Formativo della Scuola ESCULAPIO, che auspica a trasformare il determinismo delle “tappe obbligate” del percorso formativo nel desiderio e nella sensibilità per la psicoanalisi.

A proposito della “preparazione più adatta per un analista”, Freud scriveva: “Il piano di studi per l’analista è ancora da creare. Esso dovrà comprendere materie tratte dalle scienze dello spirito, dalla psicologia, dalla storia della civiltà, dalla sociologia, oltre che elementi di anatomia, biologia e storia dell’evoluzione […] È facile obiettare a questo mio progetto che non esistono scuole superiori siffatte per analisti da nessuna parte, e che solo un idealista può formulare proposte del genere. È vero, il mio è un ideale, ma un ideale che può, anzi deve essere realizzato”. L’ideale può essere realizzato solo se l’allievo, mediante il percorso formativo, scopre in queste parole se stesso, costruisce il proprio sapere, plasma la propria esperienza. Il maggiore successo della Scuola è che ognuno faccia proprio il Progetto, partecipandovi. L’interfaccia del lavoro con il disagio psichico dell’altro, è il lavoro su se stessi, di analisi personale. In riferimento a coloro che desiderano conoscere la psicoanalisi, Freud dice che "debbono imparare a comprendere l’analisi per quell’unica via di cui disponiamo, e cioè sottoponendosi essi stessi ad analisi”.

Si introduce l’aspetto “didattico” dell’analisi personale. La formula lacaniana personale, didattica è una specifica utile a non cadere nella contraddizione della contrapposizione “analisi personale - analisi didattica”. L’analisi personale non segue un tempo lineare perché il tempo del soggetto è quello dell’après-coup. Dall’attraversamento del fantasma deriva una nuova posizione soggettiva che, al di là di un effetto terapeutico proprio dell’ordine sintomatico, ha a che fare con quello che Lacan chiama “desiderio dell’analista”.

Il “desiderio dell’analista non si può spiegare a parole perché è un’evocazione soggettiva che porta ad un sorprendente “saperci fare” con il Reale. Un’evocazione che, per diventare tale, attraversa identificazioni immaginarie a significanti che, talvolta, intrappolano il sapere psicoanalitico in un dogmatismo. In quest’ottica, “l’obbligo” dell’analisi imprigiona il desiderio che rischia, così, di reticolarsi in conoscenze e tecniche piuttosto che muovere l’analista nella libertà dei suoi atti.

Dunque ESCULAPIO, a differenza di altre Scuole di Specializzazione, non impone l’analisi perché, come dice il suo stesso nome, è “personale”: è il transfert a muovere verso una domanda, non una domanda a muovere un transfert. In quest'ultimo caso con "domanda" facciamo riferimento alla richiesta, da parte di molti istituti di formazione, di fare un'analisi, condizione sine qua non per la specialistica quadriennale. Allora quella che dovrebbe essere la libertà della domanda diventa la condizione di una richiesta, a cui ci si autorizza in nome della formazione. Noi pensiamo che l’unico ad autorizzarsi sia il soggetto, si autorizza al sapere inconscio. Il contributo dei formatori, in merito, è creare eventualmente le condizioni che rendano possibile tale scelta, mossi dal loro stesso desiderio e dall’etica psicoanalitica. Il più grande successo a cui la Scuola aspira è la nascita, negli allievi, di scelte, quali l'analisi personale, che maturino dal desiderio e non dall'obbligo.


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ESCULAPIO - ISTITUTO QUADRIENNALE PER L’ABILITAZIONE DI PSICOTERAPEUTA

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